sabato 14 maggio 2011

[Boardgame] Magdar

Per non far sembrare che io sia di bocca buona, parliamo di Magdar.


Non basterebbero mille scrittori con mille braccia e mille teste per decantare le qualità di questo gioco... o meglio... i millemillemillemila dopo mille anni non saprebbero ancora cosa scrivere e resterebbero a fissare il foglio bianco come una scimmia potrebbe fissare l'acceleratore di particelle del Cern di Ginevra.

Questo gioco infatti è assente di tutto: strategia, interazione, divertimento. Anche gli stessi componenti risultano fastidiosi costringendo la rimozione di diversi elementi (non fini al gioco) all'interno della scatola. 



Signori, qui parliamo di un gioco dove dopo aver letto le regole base ci si chieda se le regole avanzate non siano lo scherzo di qualche quattordicenne burlone. Parliamo di un gioco dove i giocatori si chiedono quanto coraggio possa avere l'autore a pubblicare il proprio nome sulla scatola senza temere ripercussioni che lo accompagneranno per tutta la vita. 






Parliamo di un gioco la cui unica strategia possibile da adottare non è quella portata dalla fatidica domanda "cosa posso fare per vincere" ma bensì "cosa potrò fare per far terminare questo supplizio che sarebbe ben più sopportabile se potessi essere monco ed avere mille spilli conficcati in ogni occhio?".

Signore e Signori, qui parliamo dell'idea stessa dello schifo pressato alla faccia dello stesso Platone. E qui chiudo.

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